Quando una persona anziana perde forza o autonomia, passare dal letto alla carrozzina può diventare uno dei momenti più delicati della giornata. Per chi assiste un familiare, le domande sono spesso molto concrete: “Come faccio ad alzarlo?”, “Posso sostenerlo da solo?”, “Cosa succede se perde l’equilibrio?”.
Quando questi aspetti non vengono valutati correttamente, anche un gesto quotidiano può diventare difficile sia per la persona assistita sia per chi se ne prende cura.
Hai difficoltà a gestire gli spostamenti a casa?
Posso valutare direttamente a domicilio le capacità della persona e il supporto necessario durante i trasferimenti quotidiani.
Trasferimento letto-carrozzina: non esiste una tecnica uguale per tutti
Una delle cose più importanti da capire è che due persone della stessa età possono avere necessità completamente diverse.
Una persona può riuscire a sedersi sul bordo del letto, appoggiare i piedi e alzarsi con un piccolo sostegno. Un’altra può non riuscire a mantenere la posizione seduta oppure non essere in grado di sostenere il proprio peso.
Prima di effettuare un trasferimento è quindi importante valutare:
- capacità di mantenere l’equilibrio da seduti;
- forza nelle gambe e nelle braccia;
- possibilità di sostenere il proprio peso;
- capacità di comprendere e seguire le indicazioni;
- presenza di dolore o limitazioni nei movimenti;
- eventuale necessità di utilizzare ausili.
È proprio questa valutazione a determinare come assistere la persona e quanto aiuto fornirle.
Quando il trasferimento diventa difficile
Con una persona non autosufficiente, le difficoltà possono aumentare progressivamente oppure comparire dopo un ricovero, un intervento o un peggioramento delle condizioni generali.
Alcuni segnali indicano che è opportuno rivalutare il modo in cui vengono gestiti gli spostamenti:
- La persona non riesce più ad alzarsi come prima;
- tende a perdere l'equilibrio;
- non riesce a sostenere il peso sulle gambe;
- manifesta dolore durante il trasferimento;
- ha paura di cadere;
- il familiare deve fare sempre più forza per spostarla.
Continuare a utilizzare la stessa modalità di trasferimento quando le condizioni sono cambiate può rendere l’assistenza più faticosa e meno sicura.
Il trasferimento è diventato troppo impegnativo?
Non aspettare che una difficoltà quotidiana diventi un problema. Possiamo valutare insieme la modalità di assistenza più adatta.

Perché evitare di improvvisare
Un errore frequente è pensare che, quando una persona non riesce ad alzarsi, basti usare più forza.
Sollevare, tirare o sostenere tutto il peso della persona può invece mettere in difficoltà entrambi.
Anche la preparazione dello spazio ha la sua importanza: il letto, la carrozzina, eventuali ostacoli e gli ausili disponibili devono essere considerati prima dello spostamento.
Quando la persona ha una mobilità molto ridotta, inoltre, può essere necessario utilizzare un ausilio specifico. La scelta dipende dalle sue reali condizioni e dal grado di collaborazione possibile.
Perché l'assistenza professionale fa la differenza?
Il compito dell’infermiere non è semplicemente eseguire il trasferimento al posto della famiglia.
Il primo passo è osservare e valutare la persona: capire quali movimenti riesce ancora a compiere, dove incontra difficoltà e quale livello di assistenza necessita.
Da questa valutazione è possibile individuare una modalità più appropriata per gli spostamenti quotidiani e aiutare anche i familiari a comprendere come partecipare all’assistenza.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra sicurezza, supporto e mantenimento dell’autonomia. Per questo l’assistenza può arrivare direttamente al domicilio.
In Valposchiavo e Alta Engadina offro supporto infermieristico a domicilio per persone con mobilità ridotta, valutando le necessità direttamente nell’ambiente in cui avvengono ogni giorno i trasferimenti.
Questo permette di considerare non soltanto le condizioni della persona, ma anche il letto, la carrozzina, gli spazi disponibili e le difficoltà incontrate concretamente dalla famiglia.